| aikijo
- aikiken |
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L’uso
del bokken era corrente, sia per lo studio, sia per
lo scontro. Miyamoto Musashi (1584-1645) impugna due
bokken, tenendo rinfoderati al fianco katana e wakizashi.
(Stampa del XIX secolo). |
Le
tecniche Aiki di jo (il tradizionale bastone corto, di 128
centimetri) e di bokken (la altrettanto tradizionale spada
di legno) tendono ad evitare, secondo l’insegnamento di O
Sensei, le situazioni prima di lui ritenute inevitabili di
aiuchi, cioè di ferimento reciproco di chi si confronta,
ma prevedono situazioni in cui uno dei due porta il confronto
ad un esito non necessariamente letale.
Le tecniche sono eseguite nella ricerca della flessibilità
dei singoli movimenti e nel continuo contatto fisico delle
armi; l’esecuzione delle tecniche di Aikijo e Aikiken è
quindi originale ed innovativa rispetto alle scuole del Koryu,
dove prevalgono tecniche dirette e dure di attacco e di difesa,
volte a colpire l’avversario accettando comunque l’eventualità
di rimanere allo stesso tempo colpiti.
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| dan |
Livello,
grado. Dan sono i gradi della conoscenza; per questo si ritiene
che nelle arti marziali il vero percorso cominci dal primo grado
dan. Chi ha grado dan è detto Yudansha (vedi Kyu).
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| hojo |
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A-un
no kokyu non appartiene solo a Hojo, ma alla intera
marzialità giapponese. I Kongo Rikishi (i due
Re Guardiani), Agyo (è in a-no kokyu) e Ungyo
(è in un-no kokyu) difendono a Kyoto la Nandaimon
(Grande Porta Meridionale, 1199). (Statue in legno colorato,
attribuite a Jokei, realizzate fra il 1190 e il 1198). |
Legge di natura, nella
traduzione più immediata. Ciclo di quattro kata intitolati
alle quattro stagioni dell’anno, di Jikishinkage
Ryu. Nei kata un figlio (shitachi) mette alla prova l’autorità
del padre (uchitachi) e da quest’ultimo è ricondotto
all’ordine. I kata sono seguiti con una spada di legno diritta,
più pesante del bokken usato in Aikido; la progressione
dei passi è shinpo, cioè su linee rigorosamente
parallele; la respirazione (a-un no kokyu) è forzata,
diversamente modulata nelle singole stagioni; gli attacchi
e le difese sono caratterizzati dal kiai.
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| jikishinkage
ryu |
Scuola
di spada, fondata da Matsumoto Biten-no-Kami Naokatsu(1467-1524),
all'inizio nota come Kashima Shinden-Ryu. A questa
scuola appartengono i kata di Hojo, i soli
praticati con una spada di legno diritta, mentre gli altri kata
– di gran lunga la maggioranza della scuola – sono eseguiti
con il fukuro shinai, spada da allenamento di bambù ricoperta di pelle,e con lo habiki
la tradizionale sciabola in metallo, anche con la lama affilatala . |
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| kata |
Forma
prestabilita; spalla; metà di un paio. Tre esempi telegrafici
per chiarire: kata di Hojo è forma prestabilita di Hojo;
katatori è presa a una spalla; katatetori è presa
a una sola mano (le mani – te in Giapponese – sono due…). |
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| kiai |
Concentrazione
dell’energia che, accumulata nel tanden, viene liberata di colpo,
generalmente con un urlo. Tanden è il baricentro spirituale
e fisico del corpo; è localizzato un paio di dita sotto
l’ombelico, è sede del ki, l’energia dell’universo della
quale partecipa ogni aspetto della realtà. |
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| kyu |
Principio,
insegnamento. Kyu sono i gradi dell’apprendimento; in Aikido
sono sei, in ordine decrescente, dal sesto al primo. Chi ha
un grado kyu è detto mudansha (vedi Dan).
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| muso
shinden ryu |
Si
può tradurre come scuola di ispirazione divina rivelata
in sogno (vedi anche Shindo Muso Ryu). Nome attuale di una delle
più antiche scuole di Iai– jutsu, l’arte della spada.
Fondata tra il 1560 e il 1570 con il nome di Muso Jikiden Ryu da Hojo
Hayashizaki Jinsuke Shigenobu, per iniziativa di Eishin prese
nel XVIII secolo il nome di Muso Jikiden Eishin Ryu. Il nome
definitivo di Muso Shinden Ryu è dovuto a Nakayama Hakudo, sedicesimo
maestro, all’inizio del XX secolo. |
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| shindo
muso ryu |
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Katsushika
Hokusai (1760-1849), nel sesto volume dei suoi Manga
(bozzetti, 1816-1817), rappresenta gli esercizi corporei.
La rappresentazione degli allenamenti con il Jo appare
lontana dalla marzialità dei samurai, ma forse
proprio per questo è più accessibile a
noi allievi… |
Si può tradurre
come scuola celeste ispirata in sogno (vedi anche Muso Shinden
Ryu). Il nome è dovuto a Muso Gonnosuke Katsuyoshi (o Katsushiki),
esperto di Bojutsu (l’arte del bastone lungo), che nel suo
musha shugyo (un periodo itinerante di apprendistato e di
sfide con altri esperti di arti marziali) agli inizi del secolo
XVII si sarebbe misurato con Myamoto Musashi, restandone sconfitto.
Sul monte Homan, luogo mistico per la gente d’armi del Giappone,
Gonnosuke avrebbe sognato un angelo che gli avrebbe suggerito
un bastone più corto, un jo, e le tecniche per aver
ragione di qualunque attacco di spada. In un secondo confronto
con Musashi, Gonnosuke avrebbe avuto la meglio, e da allora
la scuola di Jojutsu di Gonnosuke è rimasta pressoché
immutata, se non per essere da scuola di combattimento divenuta
scuola di via, il Jodo.
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